Lunga fase fredda in arrivo per l’Italia ma scarse precipitazioni

La circolazione atmosferica sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo sta per proporre per l’Italia un’evoluzione tipicamente invernale della durata minima di una settimana. Una prima lunga ondulazione della corrente a getto in uscita dal Nord America causerà, nelle prossime ore, la risalita verso nord dell’anticiclone Atlantico che, in posizione di blocco rispetto alle correnti occidentali nord atlantiche, permetterà ad un moderato impulso di aria fredda artica scandinava di raggiungere l’Italia, richiamato anche dal centro depressionario attualmente posizionato nei pressi della Sardegna. Quest’ultimo, di origine atlantica, è il debole sistema di bassa pressione che ha portato qualche pioggia sparsa sull’Italia nelle ultime ore con nevicate oltre i 700 m di quota. (le mappe termiche qui di seguito mostrano le temperature attualmente attese in libera atmosfera a circa 1500 metri di quota).



L’aria fredda artica scandinava irromperà sul centro Italia dal tardo pomeriggio odierno, accompagnata da venti moderati di tramontana. Sull’,Umbria caleranno le temperature ma allo stesso tempo, essendo l’aria fredda abbastanza secca, tenderanno a cessare le precipitazioni e diminuire le nubi che si concentreranno in Appennino. Domani sabato 5 marzo il flusso di correnti nord orientali sarà ben presente sull’Italia ma precipitazioni quasi esclusivamente al sud. Sull’Umbria un po’ di nubi e qualche locale, breve sfiocchettata solo in Appennino, fino a quote basse, temperature in lieve calo.



Domenica 6 marzo nuovo impulso di aria fredda in arrivò dall’Europa orientale, attraverso la Croazia raggiungerà l’alto mar Adriatico nel pomeriggio per poi scendere sull’Italia centrale, stazionando poi sopra la nostra penisola fino a martedì 8 marzo quando sarà raggiunto e rinvigorito da un altro piccolo nucleo di aria fredda proveniente dalla Bielorussia. Questi impulsi di aria fredda, abbastanza asciutta, alimenteranno una debole/moderata instabilità atmosferica sul sud Italia e sulle regioni centrali adriatiche mentre sul resto d’Italia, al nord e centro tirrenico, sereno o poche nubi. 

Sulla nostra regione i due impulsi di aria fredda incrementeranno un po’ l’effetto stai lungo l’Appennino dove avremo molte nubi ed a tratti delle nevicate fino a quote basse. Qualche sfiocchettata sarà possibile anche più ad ovest, fin oltre il Tevere, ma nulla di significativo, generalmente saranno sfiocchettata coreografiche, al massimo qualche locale spolverata. I fiocchi comunque potranno cadere fin sui fondovalle, specie durante le ore notturne. Attualmente le fasi in cui lo stai sarà più intenso possiamo individuarle tra il tardo pomeriggio e la serata di domenica 6 e di lunedì 7 marzo. Dalla mattinata di martedì 8 marzo con l’aria fredda e più asciutta oramai entrata, l’instabilità calerà con schiarite anche in Appennino. 





Da mercoledì 9 marzo poi la situazione tenderà a divenire più complicata perché c’è la possibilità che intervenga prima aria più umida dal Mediterraneo occidentale con instabilità in generale aumento, seguita dall’arrivo di un ulteriore e più consistente impulso di aria fredda proveniente dall’Europa orientale con temperature in ulteriore calo. Queste due variabili hanno le potenzialità per portare qualche nevicata in più non solo sui settori adriatici ma anche sui settori tirrenici ed al nord, ma attualmente è difficile avere certezze, quindi ci fermiamo qui con l’impegno di aggiornate puntualmente nei prossimi giorni, attraverso le nostre pagine social ed altri articoli, sull’evoluzione attesa per la seconda parte della prossima settimana.

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