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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2021

Viavai di perturbazioni atlantiche fino a lunedì 1° febbraio poi anticiclone con qualche giorno più asciutto

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  Nelle ultime 36 ore le correnti più miti ed umide occidentali, provenienti dall’oceano Atlantico, hanno permesso di archiviare anche l’ultima fase fredda di gennaio, iniziata durante lo scorso fine settimana. Tali correnti per ora hanno prodotto molte nubi ma precipitazioni quasi assenti, solo stamattina pioviggini o piovaschi, semplicemente perché sull’Italia sta transitando una prima debole perturbazione atlantica preceduta da correnti sud occidentali un po’ più instabili, il passaggio sarà abbastanza veloce, non porterà precipitazioni consistenti su nessuna regione d’Italia e sarà seguita da una breve pausa.    Domani sabato 30 gennaio, dopo una mattinata ed un pomeriggio con molte nubi soprattutto sulle regioni tirreniche ma scarse precipitazioni se non assenti, nuovo peggioramento atmosferico per l’arrivo di una seconda perturbazione nord atlantica che dalla serata inizierà a portare piogge un po’ su tutto il centro nord con nevicate fino a   quote collinari al nord ovest, 800/1

Prevalenza di sole e gelate mattutine nelle prossime 36 ore, nuovi impulsi perturbati nord atlantici nel fine settimana

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  La giornata di ieri lunedì 25 gennaio è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche molto movimentale, i rasserenamenti avuti nella serata di domenica hanno permesso alle temperature notturne di scendere sotto gli 0°C in molte località della nostra regione e l’arrivo poco prima dell’alba dell’ultima perturbazione nord atlantica delle tre attese, ha portato piogge ma anche nevicate fin sui fondovalle soprattutto su Altotevere, eugubino gualdese con qualche fiocco anche sul perugino settentrionale e Valnerina. Seppur avevamo sottolineato questa possibilità nell’articolo di domenica mattina ed nella serata di domenica in risposta ad un lettore sulla nostra pagina Facebook, le probabilità che ciò accadesse erano basse, almeno secondo le elaborazioni modellistiche. Si sono però avute delle condizioni ideali, soprattutto come tempistiche degli eventi, da riuscire ad uniformare intorno agli 0°C la colonna d’aria dai 300 ai 1300 metri di quota. Lo zero termico era infatti indicato dai

Tre perturbazioni sull’Italia, fine settimana piovoso, calo termico dalla prossima notte. Migliora martedì 26 gennaio.

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  Gran parte del continente europeo e del bacino centro occidentale del mar mediterraneo sono interessati da una vasta ed intensa circolazione depressionaria con un profondo centro di bassa pressione, attualmente di circa 960 mb, posizionato sopra la Norvegia sud occidentale in movimento verso nord. L’Italia è quindi investita da un intenso flusso di correnti miti ed umide sud occidentali sul letto delle quali scorrono impulsi perturbati più o meno intensi. Nelle ultime 36 ore abbiamo avuto precipitazioni generalmente sparse, di debole o moderata intensità, che hanno interessato soprattutto il nord Italia, il centro tirrenico, la Sardegna e la Campania, più riparate le regioni adriatiche, ancora prevalenza di sole sui settori ionici.     Nelle prossime ore comunque, sull’Italia sopraggiungerà un più corposo impulso perturbato proveniente dalla Francia che, durante le prossime ore notturne, tenderà a formare un centro depressionario secondario sopra il nord Italia, in indebolimento nell

Finita la fase fredda si torna per almeno una settimana al clima autunnale con piogge e neve solo in montagna

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  Con le basse temperature minime di stamattina si conclude questa fase fredda iniziata circa cinque giorni fa e che qua e la ha portato anche le prime nevicate, un po’ più diffuse, fin sui fondovalle, specialmente lungo l’Appennino. Il perfetto mix tra cielo sereno, aria fredda e sostanzialmente asciutta a tutte le quote con assenza di vento, ha permetto alle temperature di raggiungere nelle ultime ore valori abbondantemente sotto gli 0°C con gelate diffuse. Le stazioni meteorologiche umbre hanno registrato spesso valori compresi tra i -3°C ed i -5°C con punte anche inferiori, anche di -7°C/-8°C dall’Umbria meridionale a quella settentrionale, in comuni come Cascia, Nocera Umbra o Lisciano Niccone, da segnalare anche i -18°C della stazione meteo posta sotto Castelluccio di Norcia ma il freddo pungente li non fa notizia. Ora comunque, come anticipato, si volta pagina, le fredde correnti settentrionali nelle prossime ore cesseranno e lasceranno progressivamente spazio a correnti sud occ

Fase fredda di media durata e moderata intensità, qualche fiocco di neve in Appennino. Gelate anche intense.

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  Come abbiamo anticipato negli aggiornamenti sulle nostre pagine social, una nuova fase fredda è alle porte, per l’Italia e per l’Umbria, nulla però di particolarmente intenso anche perché il nucleo freddo principale non è diretto sull’Italia bensì sull’Europa orientale con interessamento marginale della nostra penisola. Inoltre, nonostante sia una massa d’aria fredda artica proveniente dalla Russia nord occidentale e non dalle steppe russe, risulterà piuttosto asciutta, in generale con poche precipitazioni sui Balcani ed ancor meno su gran parte d’Italia, solo le regioni meridionali, Abruzzo e Molise beneficeranno di una sufficiente umidificazione da parte del mar Adriatico, per il resto del centro ed ancor più al nord le precipitazioni saranno molto scarse od assenti. In poche parole nulla a che vedere con ondate di freddo storiche od addirittura Burjan come qualcuno è andato a raccontare nell’ultima settimana.     Scendendo nello specifico attualmente abbiamo l’anticiclone atlantic

Nelle prossime ore freddo e neve fin su alcuni fondovalle umbri

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Quando un sistema depressionario abbastanza intenso giunge sull’Italia proveniente dal nord Africa, in particolar modo da Marocco, Algeria e Tunisia, i meteorologi italiani hanno sempre notevoli difficoltà ad inquadrare con largo anticipo l’evoluzione atmosferica ed in particolare i quantitativi di precipitazioni, la loro localizzazione e le temperature attese, ciò poi si complica se al contempo mezza nostra penisola è alle prese   con un afflusso di aria fredda artica, quindi masse d’aria fredda che spingono da nord verso sud ed aria calda che a sua volta risale da sud, in alcuni casi scalzando l’aria fredda con venti al suolo mentre in altri impennandosi e salendo di quota, in entrambi casi gli effetti in termini di precipitazioni e temperature sono anche molto differenti, specie se poi questi effetti insistono su un territorio orograficamente complesso come quello italiano. Questa difficoltà è essenzialmente dovuta al semplice fatto che i modelli processano meno dati o dati incomple

Umbria terreno di scontro tra masse d’aria di origine e consistenza estremamente differenti

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  L’ultima perturbazione giunta sull’Italia ha portato ancora precipitazioni abbondanti, nevose fino a bassa quota, addirittura in alcune limitate zone dell’Umbria meridionale la neve ha imbiancato fin sui 300 metri di quota. Ciò è stato possibile grazie a dei nuclei temporaleschi che localmente hanno permesso un calo di 3°C/4°C delle temperature in una colonna d’aria che, con precipitazioni normali, ha permesso imbiancate a quote intorno ai 500/600 metri, più in basso solo fiocchi tra la pioggia. Nelle ultime ore miglioramento con ampi rasserenamenti che hanno permesso alle temperature notturne di scendere anche sotto gli zero gradi con gelate anche evidenti, la notevole umidità ha comunque limitato un calo termico più deciso, in condizioni più secche anticiclonico avremmo registrato valori anche 4°C/5°C più bassi. Comunque sia la situazione resta piuttosto dinamica, vivace, questo perchè nonostante un temporaneo, lieve aumento della pressione atmosferica, la situazione sullo scenario

Ancora piogge e nevicate fino a bassa quota, pausa un po’ più duratura dal 12 gennaio

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  Situazione ancora piuttosto dinamica sullo scenario meteorologico euro atlantico mediterraneo grazie ad un Vortice Polare al quando disturbato, come non accadeva da alcuni anni, con un onda semistazionaria che interessa prevalentemente il continente europeo mentre gli anticicloni sono presenti soprattutto sopra l’oceano Atlantico e sulla Russia siberiana. Sull’Italia quindi giungono a più riprese impulsi di aria moderatamente fredda di origine artica nord atlantica con nevicate fino in pianura al nord, prevalentemente pioggia ma con neve fino a quote collinari al centro, piogge e nevicate montane al sud. In alcune aree delle Alpi e dell’Appennino settentrionale sopra i 1000/1200 metri di quota il manto nevoso supera i due metri ed inizia a creare dei problemi e qualche disagio, sull’Appennino centrale il manto nevoso è abbondante solo oltre i 1200 metri di quota ma non si raggiungono per ora gli spessori del nord Italia. Attualmente, dopo una relativa pausa tra domenica 3 e lunedì 4