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Gran caldo fino a lunedì 26 luglio poi temporali al nord e qualche pioggia al centro con generale calo termico

Estate e soprattutto mese di luglio che continua con uno schema ripetitivo, ossia fase anticiclonica della durata di circa 8-10 giorni, inizialmente dalle caratteristiche più azzorriane poi afro mediterranee per qualche giorno, interrotta da una perturbazione atlantica in transito al nord   che interessa più marginalmente il centro sud ma comunque con un generalizzato calo delle temperature. Questo schema si sta ripetendo anche in questi giorni e per ora nulla sembra cambiare, le perturbazioni atlantiche faticano ad affondare più a sud dell’Appennino settentrionale e l’instabilità che ogni tanto interessa il centro sud è dovuta essenzialmente a refoli di aria fresca e/o umida che seguono la perturbazione su di un letto di correnti nord occidentali o nord orientali. Attualmente sull’Italia la circolazione a livello del mare è blandamente anticiclonica mentre in quota persistono correnti nord occidentali sul letto delle quali affluisce aria umida e debolmente instabile nord atlantica, l’

In arrivo 48 ore con molte nubi e precipitazioni frequenti ma non per tutti. Ulteriore calo termico da domani venerdì 16 luglio.

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  Evoluzione atmosferica singolare quella proposta dai principali modelli meteorologi e poi osservata durante il verificarsi degli eventi, se non altro per la traiettoria dell’impulso freddo nord atlantico ed i suoi effetti su alcune regioni, Umbria in primis. Se non fosse chiaramente tutto legato alla casualità, sembrerebbe sul serio che in alcune aree debba continuare la fase siccitosa ed i movimenti delle perturbazioni facciano di tutto affinché ciò si protragga nel tempo. Ad esempio, quanto sta accadendo in questi giorni appare alquanto eloquente. Martedì 13 luglio il primo passaggio del corposo nucleo di aria fredda nord atlantica, descritto nel precedente articolo, è risultato un po’ più settentrionale di quanto atteso, quei 50 km che hanno relegato le precipitazioni più abbondanti a nord del valico del Verghereto, o meglio a nord della linea che congiunge idealmente Firenze con Pesaro, più a sud solo qualche isolato rovescio o temporale, concentrati essenzialmente in Appennino,

Oggi ultimo giorni di caldo, da domani temporali e temperature in calo, migliora nel prossimo fine settimana

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  Giorno dopo giorno i modelli confermano quanto da noi ipotizzato la scorsa settimana, ossia un break temporalesco estivo di metà luglio che rinfrescherà in maniera decisa l’aria su gran parte d’Italia e porterà piogge in zone dove ce n’è oggettivamente bisogno. Naturalmente essendo in piena estate non saranno piogge risolutive pe le aree dove la siccità è più pesante e neanche precipitazioni di lunga durata, però in generale saranno un qualcosa di molto utile alla vegetazione, anche in ottica rischio incendi. Da mettere in conto, purtroppo, qua e la, anche fenomeni di forte intensità, data la consistenza del nucleo di aria fredda nord atlantica in arrivo che transiterà in una superficie marina e terrestre molto calda, quindi con notevoli contrasti termici. In questo articolo non parleremo in specifico ne di aree maggiormente a rischio temporali perché è ancora un po’ presto, cercheremo di focalizzare l’attenzione sulle traiettorie probabili dell’impulso freddo e di quando, più o meno

Due brevi ondate di caldo smorzate da perturbazioni in transito al nord poi possibile passaggio temporalesco

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Schemi circolatori che sembra tenderanno a variare un po’ nei prossimi giorni di luglio rispetto a giugno, l’Europa occidentale sarà quella parte del nostro continente che più subirà il cambio circolatorio mentre i paesi mediterranei, specie Italia centro meridionale e Grecia, saranno quelli che meno se ne accorgeranno anche. Nel mese di giugno appena terminato abbiamo avuto la quasi costante presenza di una circolazione anticiclonica sopra l’Europa centro settentrionale con caldo anomalo soprattutto in Scandinavia e Russia occidentale, questa area di bassa pressione è stata poi spesso agganciata da promontori anticiclonici afro mediterranei quasi sempre posizionati sopra il mar Mediterraneo centro occidentale, ciò ha permesso la presenza di una blanda circolazione depressionaria sui Balcani, obbiettivo finale dei passaggi perturbati nord atlantici, con instabilità debole o moderata che ha, di tanto in tanto, interessato fugacemente anche le Alpi ed in maniera più marginale anche le re