In arrivo freddo invernale con precipitazioni, nevicate anche abbondanti in Appennino, fiocchi fino a quote basse.

Come annunciato nel precedente articolo, la circolazione atmosferica sui settori euro mediterranei ed in particolare sull’Italia, dopo le tre settimane natalizie con clima mite ed umido ma certamente ne piovoso ne tanto meno invernale, si è sbloccata. Una prima buona perturbazione nord atlantica, ad inizio della settimana in corso, ha portato qualche buona pioggia anche in Umbria e buone nevicate sulle Alpi a quote medie, fin sui 1000/1200 metri. Il Vortice Polare Troposferico infatti, seppur in intensificazione durante la prima decade di gennaio grazie al travaso di vorticità dalla stratosfera alla troposfera, negli ultimi giorni ha comunque lasciato spazio ad una propensione ad ondulazioni della corrente a getto in uscita dal Nord America. Ciò è dovuto al fatto che la colonna del Vortice Polare, che va dalla stratosfera alla troposfera, inizia a subire dei disturbi prodotti da flussi di calore provenienti dai propri bordi, quindi pur restando intenso, con altezze geopotenziali di tutto rispetto, tende ad assumere non più una forma tondeggiante ma allungata ed a spostarsi dalla propria sede naturale (sulla verticale del Polo Nord) verso l’area compresa tra Nord Atlantico, Lapponia e Siberia, quindi più a ridosso dell’Europa.



Naturalmente, sull’Italia, da queste perturbazioni che scorrono su di un letto di correnti occidentali non ci si può attendere un gran freddo dato che, oltre a provenire da ovest, dal mite oceano Atlantico, sorvolano un ancora caldo Mediterraneo e sono accompagnate da venti meridionali, mentre il freddo, quello vero, arriva dalla parte opposta, da nord od ancor più da nord est. Però, già delle buone precipitazioni mitigano un po’ le delusioni per l’assenza di un clima più tipicamente invernale, specie rispetto ad annate storiche (ad esempio 1988/1989) durante le quali, seppur con qualche refolo freddo in più per correnti in più occasioni orientali, le precipitazioni sono risultate praticamente assenti da inizio dicembre a fine febbraio.



Per avere un po’ di freddo, come ripetuto più volte, servono correnti da nord o nord orientali comunque non di breve durata, servono ampie ondulazioni della corrente a getto con anticiclone atlantico in espansione verso nord, in posizione di blocco rispetto alle correnti occidentali, od un anticiclone russo in avanzamento verso ovest sulla Scandinavia se non fin sull’Europa occidentale, che attivi correnti orientali e retrogressioni di aria fredda dalle steppe russe verso la media Europa ed il Mediterraneo. Queste ampie ondulazioni con onde stazionarie o semi stazionarie possiamo osservarle solo con una colonna del Vortice Polare indebolita, condizioni che, molto probabilmente, si presenteranno nelle prossime settimane quando i disturbi, sotto forma di flussi di aria calda generati dagli attriti sui bordi dello stesso Vortice Polare, diverranno più frequenti, più consistenti ed intrusivi, fino a colpire in maniera decisa la colonna del Vortice Polare iniziare dai suoi settori più sommitali quindi dalla Stratosfera. Almeno inizialmente, fino agli ultimissimi giorni di gennaio se non inizio febbraio, questi colpi non saranno in grado di poter mettere ko il Vortice Polare, produrre una, anche temporanea, disgregazione (split), ma di certo assisteremo più volte ad una sua deformazione, degli allungamenti tra temporanee accelerazioni ed indebolimenti.










Torniamo però, ora, sulla Terra, alle quote più basse dell’atmosfera, in troposfera, per descrivere per sommi capi quanto accadrà nei prossimi giorni sui settori euro atlantico mediterranei, e come dovrebbero evolvere le condizioni atmosferiche sull’Italia e sull’Umbria.

Il fine settimana appena iniziato sarà sull’Italia all’insegna della “calma”, ossia fino alle prime ore di domenica 15 gennaio circolazione ancora sostanzialmente anticiclonica, correnti occidentali e la coda di una debole perturbazione atlantica che, attraversando l’Europa centrale, sfiorerà le Alpi. Il flusso di correnti occidentali con venti sud occidentali, relativamente miti ma abbastanza umidi, produrranno molte nubi e qualche locale precipitazione al nord, nevosa a quote medie, nuvoloso o molto nuvoloso al centro senza precipitazioni significative ma con nebbie al mattino nei fondovalle, poco nuvoloso o nuvoloso al sud per nuvolosità prevalentemente stratificata.





Nel corso della giornata di domenica 15 gennaio un primo fronte freddo artico nord atlantico si addosserà alle Alpi valicandole in serata, l’aria fredda al seguito favorirà la formazione di un primo centro depressionario sopra il nord Italia che scorrerà rapidamente verso oriente incalzato da un secondo fronte freddo artico nord atlantico che raggiungerà le Alpi nelle ore centrali di lunedì favorendo un ulteriore afflusso di aria fredda sul centro nord Italia. In questa fase, sull’Umbria, precipitazioni durante la nottata tra domenica 15 e lunedì 16 gennaio seguite da una pausa poi ancora precipitazioni tra il pomeriggio di lunedì 16 e le prime ore di martedì 17 gennaio. Avremo piogge anche a carattere di temporale ma neve che difficilmente in Appennino scenderà sotto i 1200 metri di quota, temperature in calo, venti moderati od a tratti forti sud occidentali.







Nella mattinata di martedì 17 gennaio poi, mentre l’anticiclone atlantico punterà verso nord assumendo una posizione di blocco nei confronti delle correnti occidentali dirette sull’Europa, un vero e proprio vortice depressionario carico di aria fredda artica nord atlantica e con minimo di pressione prossimo ai 980 mb, scenderà sul sud della Francia per poi spostarsi nel pomeriggio sul mar Ligure. Ciò determinerà un intenso richiamo di correnti più miti, umide ed instabili sud occidentali che oltre a causare un nuovo, generale, intenso peggioramento atmosferico, contrasteranno l’aria fredda precedentemente affluita con temporaneo ma deciso rialzo termico soprattutto al centro sud Italia. Sull’Umbria frequenti piogge nella giornata di martedì 17 gennaio, localmente in buone quantità, quota neve in rialzo fin sui 1600 metri nel pomeriggio per poi ridiscendere sotto i 1400 metri dalla serata.







Mercoledì 18 gennaio iniziale, parziale miglioramento, poi dal pomeriggio/sera nuovo peggioramento atmosferico prodotto da un nuovo centro depressionario formatosi lungo le coste meridionali della Francia ed in entrata sul mar Tirreno seguendo, probabilmente, una traiettoria passante tra Corsica e Sardegna. Sull’Umbria ancora molte piogge con quota neve in progressivo calo, intorno ai 1200 metri nella serata di mercoledì 18, 500/700 metri giovedì 19 gennaio, localmente forse anche più in basso. Tra venerdì 20 e sabato 21 gennaio il centro depressionario dovrebbe transitare sopra le regioni centrali, avremo ancora instabilità atmosferica generalizzata, specie al centro sud, affluirà più aria fredda con temperature in ulteriore calo.







Sull’Umbria piogge sparse, anche a carattere di rovescio, più frequenti lungo l’Appennino con nevicate fino a quote collinari. Durante l’inizio dell’ultima decade di gennaio sembra che le correnti si disporranno da nord est, affluirà ancora ria fredda ma più asciutta, con precipitazioni circoscritte alle regioni adriatiche, all’Appennino ed al sud. L’evoluzione resta comunque abbastanza incerta e soggetta a modifiche sostanziali già a partire da mercoledì 17 gennaio, quindi sicuramente le ipotesi da noi ora proposte andranno confermate od eventualmente riviste, per ora abbiamo solo cercato di proporre un’idea sommaria di quanto ci attende nei prossimi dieci giorni.





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