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Eccezionale ondata di caldo sull’Italia, record a rischio in molte aree del centro sud

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Dopo oltre un quarto di secolo davanti ai monitor ad osservare le elaborazioni e le proiezioni dei modelli meteorologici, oramai non dovremmo più stupirci ma, oggettivamente, negli ultimi anni, più volte, il clima dell’Italia e dell’area euro mediterranea in generale è riuscito a mostrarci qualcosa mai visto. Partiamo dal fatto che in Italia alcune serie storiche continuative di dati meteorologici superano i 200 anni, le cronache anche di più (i primi strumenti di rilevazione risalgono al ‘600), con le ricostruzioni climatologiche, con varie, sofisticate metodologie, si arriva molto più indietro nel tempo fin quando, entrando in scena la paleoclimatologia, con carotaggi dei ghiacci, studio delle rocce, dei sedimenti, della vegetazione e di tutta una serie di reperti, si possono ricostruire sequenze climatiche risalenti anche ad alcune centinaia di migliaia di anni. Senza andare troppo indietro nel tempo quindi, quando, riferendosi ai dati attuali, i meteorologi affermano che sono stat...

Intensa ondata di caldo in arrivo dal prossimo fine settimana su gran parte d’Italia.

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Il mese di giugno 2023, per quanto riguarda le precipitazioni, ha chiuso con il “botto” su gran parte del territorio umbro, il piccolo ma intenso vortice depressionario giunto sul centro Italia proveniente dalla Francia ha evidenziato le migliori condizioni per le piogge abbondanti soprattutto sui settori centro settentrionali della nostra regione, correnti umide ed instabili prevalentemente sud occidentali che hanno spesso scaricato quantitativi di pioggia compresi tra i 40 ed i 70 mm con punte fin sui 100 mm. Giugno, quindi, come maggio, hanno portato piogge superiori alle medie del periodo sul nostro territorio e ciò inciderà in maniera significativa sulla stagione estiva, sia in termini di umidità presente negli strati bassi dell’atmosfera sia per quanto riguarda la presenza dell’instabilità atmosferica e la facilità di formazione di cumulonembi temporaleschi anche in fasi segnatamente anticicloniche. Già nelle ultimi 48-60 ore abbiamo notato come, nonostante non fossimo in presen...

Intenso peggioramento atmosferico in arrivo nelle prossime ore. Maggio instabile fino alla fine.

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Molta pioggia è caduta in Umbria da inizio maggio e molta ancora ne cadrà, tutto ciò a causa di una circolazione atmosferica bloccata, una disposizione barica che vede alte e basse pressioni disporsi sullo scenario euro atlantico mediterraneo in maniera opposta rispetto ad un anno fa quando sui settori euro mediterranei centro occidentali avevamo caldo e mancanza di precipitazioni. Vediamo infatti come l’anticiclone atlantico si mantiene con i propri massimi di pressione ben ad ovest della Spagna mentre l’anticiclone russo tra Bielorussia e Siberia occidentale con una base subtropicale che rimonta dal mar Mediterraneo orientale. Nel mezzo, tra i due anticicloni, una vasta circolazione depressionaria estesa dai Pirenei ai Balcani e dall’Islanda alla Tunisia se non addirittura all’entroterra di Algeria e Libia. All’interno di quest’ampia circolazione depressionaria si muovono minimi depressionari, spesso in formazione o transito sopra l’Italia, alimentati da aria fresca ed instabile nor...

Fine settimana mite ed umido poi correnti fredde con temperature sotto media fino a Pasqua, precipitazioni scarse.

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La circolazione atmosferica sullo scenario euro atlantico mediterraneo mostra ancora per questo inizio primavera, un posizionamento delle aree di alta poco favorevole all’arrivo di precipitazioni abbondanti sul centro nord Italia. Gli anticicloni, che siano di origine atlantica ma anche più propriamente subtropicali afro mediterranei, continuano prediligere l’area compresa tra Spagna, Francia e Mediterraneo centro occidentale, tant’è che le perturbazioni nord atlantiche più intense non riescono ad entrare in maniera franca sul mar Mediterraneo occidentale attivando correnti meridionali perturbate sull’Italia. Per questo motivo spesso il centro Italia tirrenico ed ancor più il nord Italia, devono accontentarsi di rapidi passaggi di impulsi artici provenienti dall’Inghilterra e dal nord Europa che, però, producono poche precipitazioni per la protezione dell’arco alpino. La maggior parte delle precipitazioni restano quindi sui versanti esteri, soprattutto Francia, Svizzera ed Austria, od ...