Post

Veloce assaggio di primavera poi quattro perturbazioni in cinque giorni con tanta pioggia e deciso calo termico

Immagine
Nel nostro ultimo editoriale abbiamo scritto come l’aria fredda, gelida, accumulatasi sui settori russo siberiani da dicembre ad oggi, è stata bloccata nella sua discesa verso il mar Mediterraneo da una corrente a getto nord atlantica mai doma. Senza un anticiclone atlantico proiettato verso nord, in posizione di blocco, gl’impulsi nord atlantici in uscita dai settori canadesi e groenlandesi, non hanno ostacoli nel raggiungere i settori euro mediterranei, ancor più in questi giorni in cui, l’aria fredda in discesa dalla Siberia, rafforza un anticiclone tra Groenlandia orientale, Islanda e Scandinavia, che devia questi impulsi perturbati su di una traiettoria, obbligata, verso sud est. Detto questo, nei prossimi giorni, le perturbazioni, o meglio i sistemi depressionari in transito sull’Italia, acquisiranno ancor più vigore sfruttando sia l’aria mite ed umida mediterranea che l’aria molto fredda presente sul centro nord Europa, quindi dovremo attenderci frequenti occasioni per piogge an...

Il gelo alle porte dell’Italia ma almeno fino a metà mese li resterà

Immagine
  Dei motivi per i quali abbiamo avuto un dicembre ed un gennaio così instabile e relativamente freddi, almeno a tratti, ne abbiamo più volte parlato nei nostri articoli, il principale responsabile è un Vortice Polare fortemente indebolito da una serie di riscaldamenti partiti dalla troposfera e giunti fino in stratosfera. Gli effetti destabilizzanti sull’intera colonna del Vortice Polare sono evidenti, nuclei di vorticità che dalle alte latitudini scendono fino alle medie latitudini grazie a significative ondulazioni della corrente a getto. Tutti questi impulsi di aria calda che vanno a colpire il cuore del Vortice Polare partono quasi esclusivamente dall’area russo siberiana. Irrobustitosi fin da novembre, sulla Siberia centro orientale staziona infatti un anticiclone che ad inizio gennaio ha raggiunto valori record di pressione, addirittura 1094 mb, contemporaneamente, con neve e ghiaccio al suolo, le temperature sono scese fin su valori inferiori ai -50°C e fino a -40°C alle qu...

Viavai di perturbazioni atlantiche fino a lunedì 1° febbraio poi anticiclone con qualche giorno più asciutto

Immagine
  Nelle ultime 36 ore le correnti più miti ed umide occidentali, provenienti dall’oceano Atlantico, hanno permesso di archiviare anche l’ultima fase fredda di gennaio, iniziata durante lo scorso fine settimana. Tali correnti per ora hanno prodotto molte nubi ma precipitazioni quasi assenti, solo stamattina pioviggini o piovaschi, semplicemente perché sull’Italia sta transitando una prima debole perturbazione atlantica preceduta da correnti sud occidentali un po’ più instabili, il passaggio sarà abbastanza veloce, non porterà precipitazioni consistenti su nessuna regione d’Italia e sarà seguita da una breve pausa.    Domani sabato 30 gennaio, dopo una mattinata ed un pomeriggio con molte nubi soprattutto sulle regioni tirreniche ma scarse precipitazioni se non assenti, nuovo peggioramento atmosferico per l’arrivo di una seconda perturbazione nord atlantica che dalla serata inizierà a portare piogge un po’ su tutto il centro nord con nevicate fino a   quote collinari a...

Prevalenza di sole e gelate mattutine nelle prossime 36 ore, nuovi impulsi perturbati nord atlantici nel fine settimana

Immagine
  La giornata di ieri lunedì 25 gennaio è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche molto movimentale, i rasserenamenti avuti nella serata di domenica hanno permesso alle temperature notturne di scendere sotto gli 0°C in molte località della nostra regione e l’arrivo poco prima dell’alba dell’ultima perturbazione nord atlantica delle tre attese, ha portato piogge ma anche nevicate fin sui fondovalle soprattutto su Altotevere, eugubino gualdese con qualche fiocco anche sul perugino settentrionale e Valnerina. Seppur avevamo sottolineato questa possibilità nell’articolo di domenica mattina ed nella serata di domenica in risposta ad un lettore sulla nostra pagina Facebook, le probabilità che ciò accadesse erano basse, almeno secondo le elaborazioni modellistiche. Si sono però avute delle condizioni ideali, soprattutto come tempistiche degli eventi, da riuscire ad uniformare intorno agli 0°C la colonna d’aria dai 300 ai 1300 metri di quota. Lo zero termico era infatti indicato ...